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Futurismo e novecentismo

Futurismo e novecentismo

Futurismo e novecentismo è un volume del 1930 che comprende due articoli usciti il 19 ottobre 1929:

  1. “Marinetti e il novecento”, pubblicato sul «Corriere della Sera»
  2. “La conferenza di F.T. Marinetti sul Futurismo e Novecentismo”, uscito su «Il Popolo d’Italia»

Gli articoli riportavano il contraddittorio che il 18 ottobre 1929 si tenne a Milano presso la Galleria Pesaro.

Nel secondo articolo si chiarisce che «il futurismo è per Marinetti soprattutto un fenomeno di italianità pretta e sincera che iniziò le sue fatiche rompendola prima di tutto con l’esterofilia di cui nell’anteguerra erano invasi tutti i critici italiani i quali non trovavano degno di attenzione se non tutto quanto era d’Oltralpe».

Il futurismo ridiede in Europa il primato artistico all’Italia la cui arte per esso segnò ancora la via rivoluzionaria.

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Incipit di Futurismo e novecentismo

Prefazione

Se i maggiori pittori novecentisti avessero accettato coraggiosamente la discussione offerta da me nella Galleria Pesaro di Milano e nella Gallerie Codebò di Torino avremmo chiarito insieme alcuni problemi della pittura mondiale. Questa chiarificazione mi sembra ormai indispensabile nell’arruffio di teorie contrastanti che i pittori, spesso incapaci di esprimersi con mezzi verbali e i critici, spesso capaci di confondere le idee chiare del pubblico, vanno esagerando sistematicamente. Senza giungere ad un pugilato, avremmo d’accordo stabilito anzitutto che, indipendentemente dalle tendenze, la pittura italiana d’oggi è nel suo assieme cento volte più ricca di quelle d’anteguerra. Esercito modernizzato di pittori che ha corpi d’armata definiti, brigate scelte e audacissimi battaglioni d’assalto, senza i quali non si vincono le guerre.

Come battaglioni d’assalto noi apriamo i varchi.

Quali sono questi varchi? In altri termini: Dove va la pittura? Il pittore cubista André Lhote descrive così il suo Cubisme Sensible:

«La percezione del mondo esterno non ha più oggi un carattere statico. Ha obbedito al ritmo precipitato della vita moderna ed è divenuta dinamica.

«Le ricerche del Futurismo furono il primo tentativo dimostrativo di questa nuova ottica sottomessa ad una specie d’oscillazione e di ritorno su noi stessi: si giunge in un luogo sconosciuto; l’occhio sorpreso possiede istantaneamente una visione globale sintetica dello spettacolo. Esso non vede gli oggetti in particolare, ma li unisce in un fascio espressivo i cui contorni epurati non coincidono col disegno anatomico di ciascun oggetto. È quella che io chiamo la visione metaforica gonfia di succo poetico, più sorprendente e più espressiva di tutto ciò che l’analisi potrà scoprire in seguito. Questa impazienza abbagliata, mercè la quale lo spettacolo s’apre come un ventaglio, trasformando le proporzioni, facendo sventolare le bandiere senz’asta e crescere gli alberi senza radici, è veramente la virtù più rara che si possa trovare…

  • Futurismo e novecentismo
  • Ed. Galleria Pesaro
  • 1930
  • 34 pagine
  • Senza prezzo
  • Prefazione
  • Marinetti e il novecento
  • La conferenza di F.T. Marinetti sul Futurismo e Novecentismo
  • Rassegna stampa