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Originalità russa di masse distanze radiocuori

Originalità russa di masse distanze radiocuori

Romanzo postumo di Marinetti, romanzo futurista e malinconico, rimasto inedito fino al 1996, e proposto al pubblico oltre mezzo secolo dopo la sua stesura. È databile infatti fra il 1942 e il 1943 (Filippo Tommaso Marinetti. Bibliografia. Domenico Cammarota, Skira, 10 settembre 2003).

Marinetti partì volontario nel luglio 1942 per la Seconda guerra mondiale, a 65 anni, scegliendo come destinazione la Russia. Tornò in Italia provato nel fisico e morì due anni più tardi.

In questo romanzo è la campagna di Russia a fare da sfondo alle vicende. Vi ritroviamo personaggi dell’epoca, come l’alpinista futurista Emilio Buccafusca, poeta e pittore, che fu in quella campagna proprio insieme a Marinetti, e il colonnello medico Federico Bocchetti (Medaglia d’Oro al valor militare), che scomparve nel dicembre 1942.

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Incipit di Originalità russa di masse distanze radiocuori

Pensanti fetori aggressivi

Abbandonato il purissimo dialogo che Idrogeno Elio svolgono a 6000 metri di altezza scende il trimotore del generale

Pezzi capo dell’aviazione italiana al fronte Russo assorbendo in carlinga nuovi componenti l’equipaggio Ossigeno Anidridecarbonica Ammoniaca

Lo hanno soprannominato Pezzodicielo i più vivaci cioè Ozono Anidridesolforosa Acidosolfidrico poiché è il più forte e il più aereo di tutti

Una voce umana pesando tutti i suoi compagni atmosferici cioè Vaporeacqueo Pulviscolo Particelleminerali Sostanzeorganiche Batteri stride

— Io lo chiamo Ciociaro di quercia

Pezzi fa la sintesi

— Non siete tutti Batteri ma preferisco una buona pastasciutta e così pensa la leva di profondità

Il fornellino odoroso e saporito di pomodoro inizia un suo metodico tinnire contro le chitarre della crociera dell’ala destra

— Pronto appuntino al dente pronto appuntino al dente pronto appuntino al dente

Si precipitano dentro milioni di atomi ansiosi di farsi disgregare per meglio ventilare lo sguardo d’ebano molle dell’improvvisato cuoco Romano soprannominato Osservatore Romano ed è l’arioso indivisibile amico come lo definisce Pezzi

Se ne insanguina appetitosamente le labbra eloquenti il colonnello medico e filosofo campano Bocchetti

Seduto nella sua poco aviatoria pinguedine egli cinghia liscia e strizza tre batufoloni paracadutisti ovoidali con sacchi di farina simili a tre bozzoli di seta o cipolle smisurate

A gesti e urlandosi l’un l’altro nelle orecchie

— Buccafusca emerito rocciatore delle Alpi e futurista parolibero e pronto a liberarsi più leggero della bella ben pasciuta crocerossina Maria Corti già provvista di molle naturali e straricca di bende fascie lenzuoli e medicine inscatolate nel caucciù

— Ossuto sono invece io e frangibile cappellano ad occhi e viso saraceno e guai se non mi ovatta il mio buonumore

Sotto la carlinga un immenso miscuglio gassoso faticosissimo conato di vincere la tradizione del globo terracqueo

Velocità delle molecole in continuo movimento per trasformare volumi piccoli in volumi smisurati con una espansività che brutalizza le ali

l’alluminio registra gli urti che in un’ora commuovono tre metri di superficie

Le molecole lamentano

— Se non ci urtassimo cinquemila milioni di volte al secondo e se ci sbarazzassimo dell’attrazione terrestre galopperemmo con moto rettilineo a cinquecento metri al secondo

  • Originalità russa di masse distanze …
  • Voland
  • 1996
  • 168 pagine
  • Euro 9
  • Avvertenza
  • Prefazione di Michele Colucci
  • Nota del curatore
  • Pensanti fetori aggressivi
  • Teatro sintetico del seduttore russo e degli eroi raffinati
  • L’isba imperiale
  • Mani bianche di nostalgia sul pianoforte della casa rosa
  • Prigionieri porcara e renne
  • Il miele della steppa
  • Sublime danza in autocarro delle mendicanti di velocità
  • Il fiato rosa