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Quarto d’ora di poesia della X Mas

Quarto d’ora di poesia della X Mas

Opera ultima di Marinetti, che iniziò e concluse la sua carriera letteraria con una poesia. Un cerchio che si chiude nell’eternità del suo genio.

Quarto d’ora di poesia della X Mas è una “musica di sentimenti”, come recita il sottotitolo. “Nel dormiveglia ho precisato un poema per l’Italia”, disse a Benedetta il giorno prima di morire, contento di quest’ultimo suo componimento.

La poesia fu pubblicata postuma nel gennaio 1945, un mese dopo la scomparsa di Marinetti.

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Incipit di Quarto d’ora di poesia della X Mas

Prefazione

Il primo dicembre l’alba, dietro i monti del centro lago di Como, sollevava appena le tenebre, Marinetti fu sveglio.

Marinetti rifuggiva da queste ore di trapasso dalla notte al giorno; così per abitudine accendevo molte lampade e parlavamo.

Quell’alba parlò Marinetti.

Scagliò contro la fuliggine sporca che opprimeva il cielo d’Italia rancore dolore fede, il suo dramma. Ritornato dal fronte sul Don dove 30° sotto zero avevano leso il suo cuore, in 23 mesi paziente speranza e volontà di guarire aveva potenziate chiarificate sublimate al massimo le proprie possibilità spirituali ma sempre in pericolo mortale per ogni minimo sforzo fisico.

Marinetti poteva solo essere pensiero azione.

Concluse:

«Benedetta fammi uscire da questo tormento altrimenti muoio».

Simili stati d’animo gli nuocevano. Mi chiese un calmante. Si assopì.

La cima del monte Crocione era già imbevuta d’oro e le pallide nebbie su Cadenabbia vinte quando si svegliò.

Quarto d’ora di poesia della X Mas

Salite in autocarro aeropoeti e via che si va finalmente a farsi benedire dopo tanti striduli fischi di ruote rondini criticomani lambicchi di ventosi pessimismi

Guasto al motore fermarsi fra Italiani ma voi voi ventenni siete gli ormai famosi renitenti alla leva dell’Ideale e tengo a dirvi che spesso si tentò assolvervi accusando l’opprimente pedantismo di carta bollata burocrazie divieti censure formalismi meschinerie e passatismi torturatori con cui impantanarono il ritmo bollente adamantino del vostro volontariato sorgivo a mezzo il campo di battaglia

Non vi grido arrivederci in Paradiso che lassù vi toccherebbe ubbidire all’infinito amore purissimo di Dio mentre voi ora smaniate dal desiderio di comandare un esercito di ragionamenti e perciò avanti autocarri

Urbanismi officine banche e campi arati andare a scuola da questi solenni professori di sociologia formiche termiti api castori

lo non ho nulla da insegnarvi mondo come sono di ogni quotidianismo e faro di una aeropoesia fuori tempo spazio

I cimiteri dei grandi Italiani slacciano i loro murerà agresti nella viltà dello scirocco e danno iraconde scintille crepitano impazienze di polveriera senza dubbio esploderanno esplodono morti unghiuti dunque autocarri avanti

  • Quarto d’ora di poesia della X Mas
  • Mondadori
  • 1945
  • 26 pagine
  • Senza prezzo
  • Prefazione di Benedetta Cappa Marinetti
  • Quarto d’ora di poesia della X Mas
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