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Vita futurista di Capri

Vita futurista di Capri

Amorosa Capri fuori Tempo-spazio – Avventure sorprendenti – Le soavi battaglie di Capri futurista

Vita futurista di Capri è un romanzo inedito di F.T. Marinetti, parolibero e futurista. Lirico, anche, quasi un poema in prosa. In pieno rispetto del manifesto “Il romanzo sintetico”, che il poeta assieme a Luigi Scrivo e Piero Bellanova pubblicò nel 1939.

Siamo di fronte a un’ambientazione del tutto diversa e forse anche inusuale per Marinetti: non più la Milano tradizionale e futurista, non l’amata Africa dell’infanzia, ma l’isola dei baci, Capri, che Marinetti e Corra immortalarono nel romanzo nel 1918.

Marinetti “torna” dunque a Capri circa 20 anni più tardi: romanzo databile successivamente al 1936, Vita futurista di Capri è un tributo a una località apprezzata dal poeta – che più volte visitò in vacanza con la famiglia.

Scopri l’opera

Incipit di Vita futurista di Capri

Capri futurista di Daniele Imperi

I primi cambiamenti che iniziavano in qualche modo a modificare l’immagine dell’isola quale bozzolo rurale preindustriale si registrarono fin dalle guerre napoleoniche, quando Capri, in seguito alla creazione di fortificazioni e polveriere, assunse un aspetto militare. Ma una vera trasformazione urbana si verificò a partire dagli anni ’70 del XIX secolo, specialmente per opera dell’ingegnere napoletano Emilio Mäyer, che realizzò la via Krupp e si occupò dei lavori di lastricamento di altre strade, opere che proseguirono negli ultimi anni del secolo.

Agli inizi dell’Ottocento i capresi conobbero anche il turismo. In Ricerche storiche sull’isola di Capri del 1834 si parla dell’isola come «fornita di due comodissimi alberghi, capaci di contenere qualunque numero di forestieri; l’uno domandato, Locanda Pagano, e l’altro, Nuovo albergo della villa di Londra». Nella nota a piè di pagina si aggiungeva poi che l’albergo Pagano, attivo dal 1826, era «abbastanza conosciuto perché da più tempo aperto a comodo de’ viaggiatori». Nel 1922 Edwin Cerio, sindaco del Comune di Capri, in occasione del commiato funebre a Manfredi Pagano, titolare dell’albergo, definì la struttura «cenacolo di artisti e poeti di tutte le nazioni». E grazie al turismo gli abitanti dell’isola prima dediti alla pesca, all’agricoltura e alla caccia – avevano iniziato una graduale conversione delle loro tradizionali attività, dedicandosi al commercio, alla ristorazione e all’industria alberghiera.

Nei primi anni del Novecento l’isola azzurra fu dotata della funicolare e di una centrale elettrica, che avrebbe non solo alimentato la stessa funivia ma anche sostituito l’illuminazione ad acetilene.

Radioluna

Notte d’agosto

Afa più pesante di un Burnusse di lana Berbera Perlacea atmosfera caprese di snervanti delicatezze rapite ai gelsomini alle rose e al caprifoglio con la vaga intenzione di dare allo spiazzo dei giardini di Tiberio la dolcezza delle gote di una bambina undicenne

La luna non si vede ma la pregustano noce di cocco a succo fresco tutte le convessità colle lingue d’erba fuori

Le grotte sono ansiose di masticare il midollo della notte

Bevute e ribevute d’amore in risucchio nei crepacci

Si parlotta di gemme rarissime e di una festa abbagliante

Mellifluo

Nessuno può misurare le tensioni disparate

Per i polpastrelli una mostra di quasi impalpabili gelatine marine

L’astro dei soavi intrighi tondo complottatore e sperperatore di fascini ha irradiato al disopra dell’orizzonte ordini severi di pace assoluta e candore cosicché prima del suo apparire fiorenti popolane e villeggianti d’ogni sesso e calibro indossano la uniforme “chiaro di luna” tessuto bluastro antipolitica e antimorale

Sciolti dal guinzaglio a guisa di cuccioli impertinenti gemebrontolano i peccati mortali sempre tra i piedi mentre il desiderio di udire nobili parole scelte si addensa nelle orecchie divenute per l’occasione dotti cornacustici di follia

La vita caprese è un languido brillante e cadenzato saliscendi di desideri pettegolezzi e fantasie volanti dai parapetti su e giù per i gradinati viottoli che flessuosamente studiano nelle cale marine i ricami delle schiume per ripeterne la delicatezza ai roccioni allampanati e ai pampini per carità non finiscano nel vizio del vino per virilizzarsi da maleducati

Le vigne voluttuosamente settecentesche o baiadere o danzatrici fiancheggiano e corteggiano ma tutte salgono a frotte sfarzo di gomiti gualdrappe cornici cavalletti tavolozze bisbetici grovigli e si sono munite di prolissi bastoni non certo per far male impiegate come sono a festeggiare sbracciandosi la luna benevola domenicale

  • Vita futurista di Capri
  • Diana edizioni
  • 1 maggio 2026
  • 200 pagine
  • 18 euro
  • Capri futurista di Daniele Imperi
  • Elogio di Capri
  • VITA FUTURISTA DI CAPRI
    • Radioluna
    • La morte di Vermiglio
    • Gli Eccentrici
    • La scarcerazione delle vigne e dei fiori
    • Il cane lupo
    • Il coro delle rose
    • L’anfiteatro di Rogrogmakà
    • La marchesa delle metamorfosi
    • Battaglia di sessi intersessi sulla spiaggia di Tiberio
    • Futuristamente riscolpire mare isole e scogli
    • Il Quisibeve tirrenico dei tattilismi
    • Il veliero del silenzio
    • Il fiato sublime
  • Appendice
  • Il discorso di Marinetti
  • Note