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Patriotismo insetticida

Patriotismo insetticida

Patriotismo insetticida, dedicato al genio futurista di Benedetta e uscito nel 1939, è un “Romanzo d’avventure legislative”, ma è anche una revisione del romanzo Il club dei simpatici, apparso nel 1931.

Da notare “patriotismo”, forma meno comune di patriottismo.

Restano 14 i capitoli, sebbene con titoli del tutto differenti, eccetto alcuni che hanno subito lievi varianti, come per esempio “Elettrochimica di una festa da ballo” che diviene “Il poema elettrochimico di una festa di ballo in casa Paranza” o “L’Isola dei cannibali” che diviene “L’isola gastronomica a prezzo fisso”.

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Incipit di Patriotismo insetticida

Il nuovo diluvio universale

Nel buio sotterraneo delle cantine senza vino della villa Urò il passo lento e pensante di due magistrati armati di lanterne cieche i cui raggi flessibili frugavano
Ad una svolta incrociandosi dal basso in alto accesero e profilarono due corpi
Urò è una lunga vite nera con un capocchione di calvizie lucente
Paranza è una sferica rosea caldaia che emana e scioglie nell’aria vaporosi gesti fluttuanti
Una zazzera di fumo grigio incornicia la sua testa velata da una nebbiolina di sorrisi delicatissimi
Quando cammina testa e zazzera oscillano vogliose di correre sull’arco d’orizzonte delle braccia aperte
Le gambe invitano la pancia a rotolare per terra senza di loro
Gli occhi hanno labbra di palpebre per fissare
Veste un panno di spessa bontà color indulgenza plenaria

URÒ (stride)
Siamo nell’Archivio dei Grandi Processi Misteriosi

PARANZA
Ciò mi spiega la ribalderia dei topi e la loro ghiottoneria fra tante leggi inacidite delinquenza svaporate e cartacce giuridicamente saporite

URÒ
Caro Paranza ammira ora la macchina elettrica che permette a me coricato nel mio letto caldo di fare scattare senza spostarmi con la pressione del dito medio la tremenda trappola costruita nel giardino sotto la griglia e che attanaglia il ladro tutto gelata di pioggia notte vento pericolo

PARANZA
Non temi che per eccesso di zelo agganci un tuo amico onesto?

URÒ
Tu sei il mio solo amico

PARANZA
Ma poiché non dormo nel tuo letto sono anch’io una tua preda notturna

Di scala in scala di corridoio in corridoio nel risalire a galla un crescente brusìo rumore frastuono di pioggia distrasse i due magistrati dalla complicazione dei tubi vendicativi e dalla turbolenza dei topi legislatori

Diluvio
La villa del giudice Urò non era amata dal ciel
Forse perché carica d’una pericolosa giustizia antiterrestre
Occorreva inumidirla inzupparla
Diluvio di lampi tuoni pioggia bestemmie e brontolamenti infiniti
Odio torrenziale
Di tanto in tanto s’apre la bocca grondante della notte e scoppia fuori il muto spavento bianco della villa scagliata giù come un dado disperato sulla spiaggia vinta battuta frustata schiacciata dal mare
Prepotenza fischiante del vento con i suoi lunghissimi rancori tubolari

  • Patriotismo insetticida
  • Arnoldo Mondadori
  • 18 settembre 1939
  • 194 pagine
  • Lire 12
  • (Premessa)
  • 1. Il nuovo diluvio universale
  • 2. Per carità
  • 3. L’officina della bellezza
  • 4. Un duro bacio tra capo e collo
  • 5. Campo di battaglia o gabinetto chimico
  • 6. Il processo dei lungimiranti
  • 7. Il poema dei languori del Golfo di Napoli
  • 8. Il poema elettrochimico di una festa di ballo in casa Paranza
  • 9. Il volo dialogato dei giudici
  • 10. L’isola gastronomica a prezzo fisso
  • 11. L’orgia legislativa
  • 12. I nuovi condimenti
  • 13. La filosofia dei denti
  • 14. Un capitolo del nuovo codice