Vai ai contenuti Skip to footer

D’Annunzio intimo

D’Annunzio intimo

Opera postuma del 2020, D’Annunzio intimo è la prima traduzione italiana, a cura di Camilla Scarpa, del saggio in francese Les Dieux s’en vont, d’Annunzio reste (Gli dei passano, d’Annunzio resta) con disegni a penna del pittore Ugo Valeri (mantenuti nell’edizione italiana), pubblicato da Marinetti nel 1908.

L’opera è un ampliamento del volumetto in 6 capitoli che il poeta pubblicò nel 1903, Gabriele d’Annunzio intime, i cui capitoli da I a IV corrispondono ai capitoli da “Al paese di d’Annunzio” a “d’Annunzio tra il popolo” e i capitoli V e VI al capitolo “Aneddoti e leggende”.

Illustrazione di D’Annunzio intimo
Una delle illustrazioni del volume.

Scopri l’opera

Incipit di D’Annunzio intimo

I Funerali di un Dio

“Mi porteranno via senz’apparecchiature, nel carro funebre dei poveri, scortato solo da tre sacerdoti”. Ecco la sua volontà, categorica, che si doveva rispettare, come si dice tra la gente comune.

Tolti di mezzo le montagne di fastose corone, le pompe e i variopinti cortei religiosi: esclusi tutti i rappresentanti dell’Arte Straniera.

O, lo domando a voi, come può giovare a dei soldati la modestia di un generale vittorioso? Un popolo deve poter innalzare a suo piacimento, tra le sue mani rapaci, il suo eroe o il suo idolo liberatore; dacché un dio è sempre ostaggio dei suoi fedeli. Impedireste loro di comunicare con la sua anima, nei secoli dei secoli, e di bere o mangiare la sua effigie, divenuta sacra? Il loro impetuoso amore non ha bisogno di Autorità, né di parenti, di eredi né di altri ingombranti protettori. Quando un popolo intero reclama a gran voce la gioia toccante di scortare in massa, in pieno sole, con gli ottoni, i singhiozzi, i fiori e gli allori, il suo glorioso Bardo, perché derubarli della beneamata salma, scivolando in punta di piedi, alla luce equivoca dell’alba?

Ecco, è semplicemente un trucchetto da ladri o da canaglie. D’altronde, alla morte d’ogni genio, si rinnovano sempre le pretese degli abitanti di Lilliput.

A Milano un albergatore, un editore di musica e un dottore, specialista delle malattie della pelle, monopolizzeranno – meglio, colonizzeranno! – la radiosa salma di Giuseppe Verdi1. Come montare sul palco e imbonire la folla dall’alto di un piedistallo ormai vuoto. Ve li immaginate, questi signori, tutti impegnati a fare le mosche cocchiere o… ad agitarsi, da morti, al capezzale di dio?

Che vi dicevo? “Rubare!”. Qualcuno rinserra porte e finestre dell’agonia, per distribuire, come una tragica elemosina, le notizie alla folla ansiosa. Poi costoro provarono a riprodurre i servizi funebri delle confraternite fiorentine. Conoscete, senza dubbio, i vampireschi voli di quegli uomini interamente velati di nero e mascherati, recanti un morto, e che si incontrano ancora, con un certo spavento dinanzi al giallo dei crepuscoli, agl’incroci delle viuzze ripide della Toscana.

1 Il funerale di Giuseppe Verdi si tenne in maniera solenne a Milano giovedì 24 gennaio 1901.

  • D’Annunzio intimo
  • Aspis Edizioni
  • 2020
  • LIV + 232 pagine
  • Euro 25
  • Marinetti e D’Annunzio: il continuo confronto tra due temperamenti di fuoco di Guido Andrea Pautasso
  • Gli dei passano, d’Annunzio resta
  • Gli dei passano
    • I Funerali di un Dio
    • I guardiani della tomba
  • … d’Annunzio resta
    • Al paese di d’Annunzio
    • A casa del pittore Michetti
    • “A domani, barricate!”
    • D’Annunzio tra il popolo
    • Aneddoti e leggende
    • D’Annunzio, la sua età e il suo cane
    • Il primo duello di d’Annunzio
    • D’Annunzio, suo figlio e il mare Adriatico
    • La prima della tragedia La Nave al Teatro Argentina
    • II teatro di Gabriele d’Annunzio
    • Carducci, commemorato da d’Annunzio, a Milano
  • I futuristi e Gabriele d’Annunzio a cura di Guido Andrea Pautasso
  • Scheda editoriale