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“Lo sciopero delle prostitute” è un manoscritto conservato alla Beinecke Library dell’Università di Yale1 in undici fogli inizialmente numerati da [1] a 11, poi sostituiti da 115 a 125. Il titolo è stato depennato, ma non ne è presente uno definitivo.

Ogni foglio è stato piegato in due e inserito in un altro, anch’esso piegato, a mo’ di cartella, su cui Marinetti ha scritto a matita (l’articolo è invece redatto a penna) la seguente nota per l’amico Umberto Notari:

Caro Notari

Ti prego di pubblicare per intero questo articolo che tradotto non mi dispiace affatto.

E Cinti è quasi della mia opinione!!!!

FTM

Da qui deduciamo che Marinetti abbia redatto l’articolo in francese, incaricandone della traduzione il segretario Decio Cinti. Nel primo decennio del Novecento, infatti, il poeta pubblicava in francese.

Sull’altra metà del foglio si legge “Mr Notari” (Messieur Notari).

Non è chiaro dove Notari avrebbe dovuto pubblicare l’articolo di Marinetti, rimasto comunque inedito. Il testo del poeta si riferisce al romanzo di Notari Femmina del 1907, seguito di Quelle signore del 1905, entrambi processati per oltraggio al pudore e poi assolti per inesistenza di reato.

Femmina, come comunicò l’autore nella prima ristampa, cambiò poi titolo:

L’autore, traendo occasione dalla odierna ristampa di questo volume, ha voluto cambiarne il titolo, forzatovi dalle volgari contraffazioni che speculatori di basso conio e clandestini hanno fatto apponendo a libri anonimi o apocrifi titoli da trarre in inganno il pubblico per la loro identità con quelli dei romanzi di Notari.

Pertanto, Femmina ha da oggi assunto il titolo Treno di lusso.

Nell’articolo Marinetti afferma di aver letto «l’ultimo romanzo di Notari – Femmina», in vacanza sul lago di Como. Considerando che il romanzo è del 1907 e il successivo, I tre ladri, del 1908, possiamo sostenere che abbia scritto l’articolo in quello stesso 1907.

In corsivo sono rese quelle parole che Marinetti nel testo ha sottolineato.

Lo sciopero delle prostitute

Credete voi assolutamente impossibile uno sciopero di prostitute? Per conto mio, confesso d’esser stato preso dal timore di un avvenimento sì tragico, nel leggere l’ultimo romanzo di Notari – Femmina2, – a San Maurizio3, a mille metri a picco sul lago di Como, la cui distesa plumbea e tutta crestata di schiuma al soffio della breva4, scorre come un immenso fiume che porti alla deriva un popolo di colombe.

È un tramonto5 alpestre gonfio di temporale6, con giuochi fantastici di sole e muggiti di un vento che certo fa sbattere7delle porte di bronzo, laggiù, in fondo a quel corridoio di montagne.

Respiro, qui, l’alito azzurro dei ghiacciai, lontanissimo dai formicai umani, ove i maschi sudano di foia sulle carni appiccicose delle femmine… Eppure, ecco, ad un tratto, che le vette delle Alpi lontane si mettono a ballare, dimenando i loro larghi fianchi vestiti a luci rosse tutte a pieghe8. Esse piroettano nei loro veli di pioggia, simili a cortigiane sacre davanti ai nuvoloni obesi, accoccolati nel cielo9, che agitano solennemente le loro teste alcoolizzate di piacere e le loro pance sovraccariche di aurei ciondoli solari…

Certo, codesti Erodi dello spazio gettaron tutte le loro ricchezze ai piedi delle aeree danzatrici, poiché lo sventolìo delle10 gonne di queste luccica e tinninna11 di perle e di berilli.

Il sole al tramonto si estingue laggiù come una torcia violentemente sbattuta contro il muro affumicato di un lupanare. Le montagne son tutte ignude e grondanti, come se da poco fossero uscite dalla piscina del lago, le cui acque hanno biancori e iridescenze di sapone. Alcune si son sdraiate su un fianco, e le loro poppe emergono dai busti di verdura, liete di godersi la frescura vesperale. Altre si contorcono lugubremente nello sforzo di respingere, con acuti colpi dei loro gomiti nevosi, il contatto ripugnante dei flosci nuvoloni le cui budella di calore stanno per inondare l’azzurro.

Non è questo un inizio di sciopero celeste? E i pianeti12, cimeli del cielo13, non sono infatti14 stanchi di danzare a tondo per stuzzicare, con le loro curve multicolori, la senilità del sole15 impotente e congestionato di lussuria che li16 rimunera con un oro illusorio?

Ma le considerazioni per le quali Notari ha descritto, nel suo romanzo: Femmina, uno sciopero di prostitute, nella città dei Papi17, sono assai meno assurde di quelle che mi hanno condotto ad evocare uno sciopero siderale18. Quindi, lasciamo da parte gli scherzi, e ragioniamo col nostro romanziere.

***

Non avete mai pensato alle conseguenze che potrebbe avere una cessazione immediata della fatica19 erotica, fatica che ci ostiniamo a considerare come un piacere, quantunque sia, più d’ogni altra, obbligatoria, pericolosa e quindi di competenza della Camera del lavoro? Ridete? Eppure, è20 senz’ombra d’ironia, che io considero la possibilità di una simile rottura di contratto fra il lavoro coitale dell’uomo e quello succubo della donna!

Il grido di guerra, secondo Notari, non potrebbe essere che questo: «Incrociamo le gambe!»

Naturalmente, voi non riuscite21 a concepire22 che23 questa ammirabile parola d’ordine possa mai24 esser presa sul serio negli ambienti socialisti.

Ammetterete però, ad ogni modo, che dal giorno in cui le sale delle assemblee operaie saranno ventilate da sottane fruscianti e onnicolori, ci si annoierà molto meno, sotto la pioggia monotona dei discorsi, e nemmeno potrete negarmi che quando la civiltà avrà cessato di essere una misera peripatetica dell’asfalto si procederà più rapidi sulle vie del progresso.

Anzitutto, si dovrà trattare una questione eccezionalmente grave, ossia quella della concorrenza delle donne oneste, le quali, tutte25 ingioiellate di chiaro di luna vanno smerciando il loro pudore a detrimento delle prostitute dabbene.

Impossibile mantener prezzi decorosi, dato che s’ha da competere col26 piccolo commercio della moglie adultera, abituata a praticare nella sua alcova una27 raffinata inzuccheratura della voluttà e, nel suo salotto, un sapiente inaffiamento di false lagrime, di pudori, di rimorsi e d’amore eterno.

Poi, bisognerà discutere circa l’abolizione della letteratura in generale e della poesia in particolare, poiché sono fattori e complici di28 quell’eccesso di produzione d’amore che esse provocano continuamente, offrendo premi d’impossibile felicità all’industria del flirt

E che dire, infine, della concorrenza delle moglie fedeli, che si ostinano a persistere in un surmenage29 fittizio, sforzandosi di variare i vini della loro cantina amorosa, nelle cui botti introducono delle aniline30 d’abitudine e di pigrizia, che a poco a poco atomizzano il palato dei mariti più buongustai?

È facile d’altronde immaginare quale potrà31 essere la perorazione di una prostituta salita alla tribuna:

«Questi prodotti erotici mantengono aperto il mercato a tutte le frodi32 d’amore e minacciano di morte l’industria carnale!… Sì! incrociamo le gambe, o compagne, affinché l’umanità si persuada che una delle sue porzioni migliori sta per perire miseramente!… La ripercussione di una simile catastrofe è, dal punto di vista fisiologico e voluttuario, veramente incalcolabile!… Pensate, compagne mie di letto, che i godimenti perduti si conteranno a miliardi, e saranno anche più33 di quanti ne34 costò al mondo l’avvento del Cristianesimo35! Bisogna dunque che l’umanità sappia alfine che s’avvicina il giorno in cui più di cento milioni d’uomini36resteranno privi di voluttà!»

Tutte le prostitute37 tumultuanti, entusiasmate da simili argomenti,38 si affretteranno allora a proclamare la rivoluzione erotica, votando ordini del giorno simili a questo:

«Noi persisteremo nello statu quo delle gambe incrociate fino alla realizzazione39 di un programma minimo che consiste:

1° Nell’abolizione della letteratura, della musica, degli spettacoli riferentisi all’adulterio e alla fedeltà coniugale;

2° In40 una tassa supplementare sui commerci adulteri;

3° Nella proibizione41 dell’uso del chiaro di luna per la passeggiata in due42 di sesso diverso;

4° Nell’abolizione degli zuccheri di pudore e di platonismo.»

***

Ma Notari, nel descrivere in Femmina uno sciopero di prostitute romane, ci ha dato una visione assai meno paradossale di queste mie, che troppo svolazzano nella43 leggiera bruma dell’assurdo, e, incorniciando questa sua visione in una passibile realtà contemporanea, ne ha saputo trarre severi ammonimenti di giustizia e minacciose profezie anarchiche.

Oltre a ciò, egli ha creato pagine letterarie di una sorprendente originalità, le quali appartengono al novero di quelle che rimangono impresse incancellabilmente nella memoria di chiunque le legga.

Notari, infatti, in questo suo capitolo, è riuscito a superare sé stesso, fondendo mirabilmente le svariate qualità del suo stile, che passa con agilità44 dall’ironia diplomatica al sarcasmo brutale, dall’acquarello delicato al grande affresco michelangiolesco, dalle tenui45 figurine tanagree46 alle potenti47 muscolature di Rodin48.

F.T. Marinetti

1 General Manuscripts Collection 130, Series IV, Box 35, f. 1593. Beinecke Library, Yale University, New Haven, CT.

2 Il romanzo Femmina. Scene di una grande capitale (Milano, Società editoriale milanese, 1907) è il seguito di Quelle signore (Scene di una grande città moderna), pubblicato a Milano nel 1905 dalla Società editrice degli scrittori italiani, romanzo che causò al Notari un processo per oltraggio al pudore. L’autore fu infine assolto.

3 Frazione di Brunate, in provincia di Como.

4 Vento termico della zona dei laghi comaschi.

5 Cassato «di temporale».

6 «gonfio di temporale» aggiunte in interlinea.

7 Cassato «laggiù».

8 «tutto a pieghe» aggiunte in interlinea.

9 «nel cielo» aggiunte in interlinea.

10 Cassato «vesti di».

11 Arcaico per tintinna. Marinetti ha usato lo stesso verbo nel Poema africano della Divisione “28 ottobre”.

12 Segue una frase cassata, illeggibile.

13 infatti] «del cielo».

14 forse] «infatti».

15 Cassata una parola illeggibile.

16 Cassata una parola illeggibile.

17 a Roma] «nella città dei Papi».

18 di pianeti] «siderale».

19 del lavoro] «della fatica».

20 Cassato «assolutame[nte]».

21 potete] «riuscite a».

22 Cassata una parola illeggibile.

23 come] «che».

24 potrebbe] «possa mai».

25 Cassata una parola illeggibile.

26 Cassata una parola illeggibile.

27 Cassato «inzuccheratura».

28 quella super produzione] «quell’eccesso di produzione».

29 Eccessivo sforzo.

30 dei pi] «delle aniline».

31 potrebbe] «potrà».

32 Cassata «in».

33 Aggiunto fra le righe «anche più» e cassato «numerosi».

34 più di quelli che] «di quanti ne».

35 il Cristianesimo] «l’avvento del Cristianesimo».

36 Cassato «si» più una parola illeggibile.

37 Cassato «ammutinate».

38 Cassata una parola illeggibile.

39 Cassato «del seguente».

40 Cassate due parole illeggibili.

41 Nell’abolizi] «Nella proibizione».

42 Cassato «della».

43 Cassato «bruma».

44 agilmente] «con agilità».

45 Aggiunto fra le righe.

46 Sculture ellenistiche di piccole dimensioni in terracotta detta Tanagra, dalla città in cui per la prima volta vennero scoperte.

47 colossali] «possenti».

48 Auguste Rodin (Parigi 1840 – Meudon 1917), scultore francese. Creò statue con muscolature accentuate, ben tese e definite.

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